Il Consiglio dell’Unione europea ha definito la propria posizione su una proposta che sospende l’applicazione di alcune norme sulla responsabilità estesa del produttore (EPR), previste dal regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR). Le disposizioni in questione obbligano i produttori di imballaggi stabiliti nell’Ue a designare un rappresentante in ciascuno Stato membro in cui immettono sul mercato imballaggi o prodotti imballati. L’obiettivo è ridurre l’onere amministrativo sproporzionato che grava sui piccoli produttori.
“L’accordo di oggi è un esempio importante dei nostri sforzi per ridurre gli oneri normativi sproporzionati, in particolare per le piccole e medie imprese. È un risultato significativo per la presidenza irlandese e un ulteriore passo della nostra agenda più ampia sulla competitività”, ha dichiarato la ministra degli Affari esteri e del Commercio, Helen McEntee.
La proposta, che modifica il PPWR, fa parte del pacchetto di semplificazione “Omnibus VIII”, il cui scopo è ridurre costi amministrativi e oneri sproporzionati, preservando al tempo stesso gli elevati standard ambientali dell’UE.
Secondo il mandato del Consiglio, i produttori di imballaggi o di prodotti imballati stabiliti nell’Ue potranno essere esentati dall’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato in un altro Stato membro se vi immettono sul mercato meno di una tonnellata di imballaggi per anno solare.
“Accolgo con favore l’accordo raggiunto oggi in Consiglio, un passo importante verso il sollievo di cui i piccoli produttori di imballaggi e di prodotti imballati hanno bisogno in tutta l’Ue, in attesa dell’esito dei negoziati sul prossimo Circular Economy Act. La responsabilità estesa del produttore resta un principio cardine del diritto ambientale europeo ed è importante che i requisiti siano proporzionati e non creino barriere complesse al mercato unico per le piccole imprese”, ha affermato il ministro del Clima, dell’Energia e dell’Ambiente, Darragh O’Brien.
Gli Stati fissano la linea sulla corsia veloce per le valutazioni ambientali nell’Omnibus VIII
Il testo prevede due clausole. La prima è una clausola di salvaguardia per i casi in cui un produttore risulti inadempiente rispetto agli obblighi EPR. La seconda è una clausola di revisione, che consente alla Commissione di riesaminare la durata dell’esenzione entro il 31 dicembre 2030, prima della scadenza prevista per il 2032. Una soluzione complessiva per i regimi EPR dovrebbe comunque arrivare con la futura proposta legislativa sulla legge per l’economia circolare (Circular Economy Act).
L’intesa odierna si aggiunge al mandato negoziale sulla prima componente del pacchetto, quella sulle valutazioni ambientali (RSEA), approvato il 30 settembre 2026 dai rappresentanti degli Stati membri (Coreper). I mandati sulla seconda componente (regolamento e direttiva sulla semplificazione e la riduzione degli oneri amministrativi) e sulla terza (direttiva INSPIRE) erano già stati concordati dal Coreper il 24 giugno 2026.
“La presidenza irlandese lavora per attuare la tabella di marcia ‘One Europe, One Market’. Rispondendo alle preoccupazioni dei piccoli produttori di imballaggi europei, abbiamo compiuto un altro passo verso regole più semplici, che riducono gli oneri inutili per le imprese attive nel mercato unico. Il Consiglio è pronto a raggiungere un accordo con il Parlamento europeo su questa proposta”, ha concluso il ministro di Stato per gli Affari europei e la Difesa, Thomas Byrne.
[articolo a cura di Giacomo Cellupica]

